CSC - Centro per gli Studi Criminologici


Titolo : Pedofilia
Categoria : Dizionario

Intestazione :

PEDOFILìA. La pedofilia, ossia il fatto di molestare bambini di età inferiore ai 15 anni, è la più comune forma di parafilia.



Testo :

PEDOFILìA. La pedofilia, ossia il fatto di molestare bambini di età inferiore ai 15 anni, è la più comune forma di parafilia. I criteri diagnostici per la pedofilia comprendono:

  1. la presenza di un periodo di almeno sei mesi di fantasie, impulsi sessuali, o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente, che comportano attività sessuale con uno o più bambini prepuberi (generalmente di 13 anni o più giovani);
  2. le fantasie, gli impulsi sessuali o i comportamenti causano un disagio clinicamente significativo o compromissione dell’area sociale, lavorativa, o di altre importanti aree del funzionamento;
  3.  la persona ha almeno sedici anni di età ed è di almeno cinque anni maggiore del bambino o dei bambini di cui il criterio (a). […] Le molestie ai bambini non sono un prerogativa dei maschi adulti, ma possono venir perpetrate anche da donne, specialmente contro bambini che sono da loro accuditi durante l’attività di baby-sitter.

Fonte: George B. Palermo, L’abuso e la molestia sessuale, 2002. (Ricerca curata da Cristina Maria Leoni)

 

PEDOFILìA. Devianza sessuale che si manifesta con azioni, ricorrenti impulsi e fantasie erotiche che implicano attività sessuali con bambini prepuberi. I soggetti che ne sono affetti, quasi sempre maschi, spesso usano la violenza e la coercizione per mettere in atto i loro impulsi, giustificando o razionalizzando i loro comportamenti in vario modo. In un elevato numero di casi, il pedofilo è stato, a sua volta, oggetto di una o più aggressioni sessuali nell’infanzia o nell’adolescenza. La valutazione del significato di questo dato anamnestico è diversamente apprezzata: l’età dell’evento traumatico gioca un ruolo importante, al pari della possibilità o meno di parlarne, delle modalità dell’aggressione, del fatto che il violentatore fosse una persona che apparteneva alla famiglia (il più delle volte) o a essa estranea, della reazione che ha accompagnato e seguito gli episodi di violenza, e di altro. La violenza subita nell’infanzia impedisce alla vittima l’accesso alla sua sessualità infantile, che appare svuotata di contenuti affettivi. L’effetto traumatico deriva dalla partecipazione diretta del bambino alla sessualità dei genitori (o degli adulti); in particolare, il bambino violentato dal padre non può identificarsi con lui, interiorizzarlo e costruire quell’oggetto interno che gli permette di sentirsi a sua volta maschio, uomo e padre (la fissazione omosessuale o pedofilica). La situazione è aggravata da comportamenti passivi della madre, la cui assenza viene dal bambino-vittima identificata con la fonte della distruttività.

Fonte: sito web www.treccani.it (Ricerca curata da Cristina Maria Leoni)

 

PEDOFILìA. Si considerano pedofili coloro che, avendo più di sedici anni, sono sessualmente attratti da bambini alla soglia della pubertà o talora anche i più piccoli. Ogni pedofilo è di solito attratto da bambini di una particolare fascia d’età; taluni preferiscono i maschi, altri le femmine, altri ancora sia gli uni che gli altri. Taluni sono sessualmente attratti solo dai bambini (tipo esclusivo), mentre altri svolgono attività sessuale anche con adulti. Vi sono varie modalità di esercitare la pedofilia: certi soggetti possono limitarsi a spogliare o spogliarsi dinanzi al bambino, a masturbarsi in sua presenza, a toccarlo con delicatezza e ad accarezzarlo; altri lo inducono alla masturbazione reciproca, ma possono anche sottoporlo alla fellatio, al cunnilingus, o penetrarlo con le dita o col pene. Caratteristico di molti pedofili “è il giustificare o razionalizzare la loro condotta perversa sostenendo che essa ha valore educativo per il bambino, che il bambino ne ricava piacere sessuale o che il bambino era sessualmente provocante. I soggetti possono limitare la loro attività ai propri figli, o a parenti, oppure possono scegliere come vittime bambini al di fuori della propria famiglia. Alcuni soggetti pedofili minacciano il bambino per evitare che parli, o lo ricompensano con doni” (DSM-IV, 1994). E’ frequente l’attuare particolari tecniche per avvicinare i bambini, frequentando ad esempio luoghi di gioco, oratori religiosi, campi sportivi; altri si scambiano le vittime con altri pedofili o, in più rari casi, adottano bambini di paesi poveri per utilizzarli per i propri piaceri. La perversione pedofilia è di solito cronica, ed è più frequente fra gli uomini.

Fonte: Gianluigi Ponti, Compendio di Criminologia, quarta edizione, 1999. (Ricerca curata da Cristina Maria Leoni)



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